UNIVERSITA’ DEL MELO – GALLERIA ARTI VISIVE

MUSEO MA*GA
2 Marzo 2019
MONASTERO DI SANTA MARIA ASSUNTA
2 Marzo 2019

UNIVERSITA’ DEL MELO – GALLERIA ARTI VISIVE

Basilicata, Ginestra, strada per Maschito.

29 MARZO – 26 APRILE 2019

Via Magenta, 3, GALLARATE (VA)

Orari visita: da lunedì a domenica 16-19
SABATO E DOMENICA: 11.00-19.00
ingresso libero
CHIUSO 20, 21 E 25 APRILE 2019

EMANUELA COLOMBO

Stiamo Scomparendo (Minoranze linguistiche in Italia)
Libro in mostra
Nell’Ottocento, Garibaldi, Cavour e tutti gli altri hanno fatto l’Italia. Qualcuno – cinque secoli prima – aveva fatto l’italiano. In origine, una lingua madre senza figli – se non pochi, sparuti, privilegiati, letterati – e senza patria. La lingua che Dante trasse dal pozzo del fiorentino del Duecento, e reinventò; la lingua di Petrarca e di Boccaccio, cristallizzata in un canone dai trattatisti del Cinquecento. Poi venne Manzoni, nelle scuole dopo l’Unità d’Italia. Venne la Grande Guerra, coi soldati al fronte, con i loro dialetti e la necessità di capirsi. Venne il fascismo, nelle radio, nei comizi, nel protezionismo anche linguistico. Venne Mike Bongiorno, con l’italiano nelle televisioni, in tutte le case. La lingua crea un’identità individuale, di gruppo, un’identità nazionale o sovranazionale.
La lingua è anche un formidabile strumento di potere, pervasivo, che s’insinua nell’intimo (il colonialismo, in tutte le sue forme, è anche un fatto linguistico).br/> La lingua, al contempo, può essere un elemento di differenza. E di conservazione delle differenze. Un antidoto a quel tipo di potere che – consciamente o inconsciamente – uniforma e appiattisce. Forse, chi lavorò intorno alla carta che avrebbe regolato la vita civile dell’Italia liberata dal fascismo aveva in mente qualcosa di simile: la Costituzione della Repubblica Italiana tutela, con l’articolo 6, le minoranze linguistiche. Nel momento di una nuova unificazione, i padri costituenti decisero di proteggere le differenze. A 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, siamo partiti per un viaggio narrativo e fotografico a più voci, nelle terre in cui ancora oggi si parlano l’arbëreshë, il walser, il tabarchino (che non compare “ufficialmente” tra le lingue minoritarie), il grico e l’occitano. Un viaggio – che si conclude con sette contenuti speciali – dalla Sicilia al Monte Rosa, in luoghi d’Italia sull’orlo del silenzio.br/> Emanuela Colombo, Laureata in Scienze della Comunicazione, dopo10 anni di lavoro in vari uffici acquisti decide dal 2007 di seguire la sua grande passione: la fotografia. Nel 2007 ho frequentato il Master in "Photography and visual design" presso la Naba (Nuova accademia belle arti) in collaborazione con lo spazio Forma di Milano e Contrasto, terminandolo con la mostra e la pubblicazione "Keep the promise"(in collaborazione con Cesvi), presentata a Fotografica 07.br/> Dall'inizio del 2007 collabora co diverse ONG per la produzione di reportage/storie riguardanti le loro attività in Italia e all’estero. Ha pubblicato I miei lavori su testate italiane ed estere e sue immagini fanno parte di collezioni private, tra cui l’Archivio Fotografico Italiano. Dopo la nascita di suo figlio Lorenzo si specializza in ritratto in studio, sperimentando nuovi linguaggi espressivi, anche su animali, pubblicati su importanti riviste.