VOLTI NEGATI di UGO PANELLA

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VOLTI NEGATI di UGO PANELLA

CASTELLO DI MASNAGO

Via Cola di Rienzo, 42 - Varese

24 marzo – 19 maggio 2018

orari di apertura: da martedì a domenica :  9.30 / 12.30 e 14.00 / 18.00

Chiuso domenica 1 aprile - Pasqua

 

Il Bangladesh è una nazione incastonata tra India e Birmania.  Un grande delta alla confluenza di due fiumi, il Gange e il Bramaputhra, poco più grande del nord Italia ma con una popolazione che supera i 160miloni di abitanti.
Questa premessa è utile per comprendere come una concentrazione umana in un territorio così limitato possa generare compressione sociale ed essere spesso motivo di aggressività e di violenza.
E' questo il panorama umano nel quale si consuma una tra le maggiori atrocità contro la donna.
20.000 ragazze ogni anno vengono punite gettando loro dell'acido solforico per il solo fatto di rifiutare matrimoni combinati o denunciare l'uomo che le ha stuprate.
Gli uomini non considerano il rifiuto come un diritto e si vendicano distruggendo con l'acido il corpo e l'anima di chi ha osato negare loro il potere assoluto sulle vite altrui. 
Dopo quel gesto estremo, la donna (se sopravvive) inizia una slavina di dolore che durerà tutta la vita. Un dolore che non è solo fisico ma profondamente radicato nella mente, dal momento che la stessa famiglia della ragazza offesa la costringerà a nascondersi al mondo per la vergogna di una colpa che non ha commesso.
Da vittima a responsabile della propria tragedia
Queste immagini fanno parte di un lungo reportage realizzato nel 2001 per il magazine D - Repubblica delle Donne in collaborazione con Renata Pisu, inviata esteri del quotidiano e successivamente diventato un libro fotografico dal titolo " I VOLTI NEGATI".
Qualche anno dopo l'uscita di questo reportage, il governo del Bangladesh, costretto dalla pressione internazionale, ha inserito nel suo ordinamento giuridico la pena di morte per gli esecutori materiali di simili misfatti. (Ugo Panella)

Ugo Panella, inizia la carriera di fotogiornalista documentando i conflitti del Centro America  alla fine degli anni ’70, in particolare la guerra civile in Nicaragua e più tardi quella in Salvador.  Ha raccontato la vita negli slums di Nairobi, il lavoro di migliaia di uomini che per pochi dollari al giorno, smantellano navi cargo in disuso nel porto di Cittagong in Bangladesh, la vita in un cimitero del Cairo abitato da quasi due milioni di senza tetto e che hanno fatto delle tombe la loro casa.
Il suo lavoro lo ha portato anche in Albania, Argentina, India, Sri Lanka, Filippine, Cipro, Palestina, Somalia, Etiopia, Afghanistan, Iraq.
Nel 2001, in Sierra Leone, ha affiancato l’impegno di I.M.C. (International Medical Corp) nel recupero dei bambini soldato, mentre con Handicap International ha seguito i campi profughi per i mutilati della guerra civile.
Nel 1998 è stato il primo fotogiornalista, insieme all’inviata esteri di Repubblica Renata Pisu, a denunciare in Bangladesh la condizione di migliaia di ragazze sfigurate dall’acido solforico per aver rifiutato le avances di uomini violenti.  Il suo reportage è stato pubblicato dalle maggiori testate internazionali, portando all’attenzione del mondo questo dramma, tanto da costringere il governo a varare leggi severissime contro i responsabili di tali crimini.
Attualmente, in collaborazione con Soleterre, sta seguendo un progetto articolato in quattro continenti sui tumori infantili derivanti da disastri ambientali, documentando i progetti sanitari e l’assistenza alle famiglie dei bambini malati. Collabora assiduamente con Pangea onlus documentando i loro progetti di microcredito in India e Afghanistan. Nel 2009 a Sarzana, ha ricevuto il premio al fotogiornalismo Eugenio Montale.